Nella mia seppur limitata esperienza in ambito progettuale, è capitato spesso di scontrarmi con lo stereotipo comune della casa relativamente “antica” (in riferimento soprattutto allo stile) che non può essere moderna proprio perchè “vecchia”.
Se in queste pagine insisto con con una certa tipologia di ristrutturazioni (a costo di sembrar ripetitivo e logorroico -e proababilmente alla fine, lo sono-) è perchè sono convinto che l’architettura debba tornare ad essere democratica, e l’uomo, inteso come singolo cittadino, deve ricominciare a pretendere che si faccia buona architettura (che tradotto, vuol dire una migliore qualità di vita).
Ma per farlo si deve ripartire dall’organo democratico per eccellenza e dal luogo che essa abita: la famiglia.
Podere Navigliano, il progetto di oggi, eseguito ad opera di Ciclostile Architettura prevedeva la ristrutturazione di un podere toscano di 600mq, nel cuore di Crete Senesi, sviluppato facendo particolare attenzione alla scelta dei materiali per mantenere quanto più il gusto e il sapore architettonico originale.
Al piano terra infatti, che una volta ospitava la stalla e la rimessa agricola, si è optato per una pavimentazione a resina, con l’intento di richiamare l’originale terra battuta, destinando lo spazio a servizi come lavanderia, SPA e garage.
Primo piano per la zona giorno che si affaccia sulla vallata a sud con due camere. La pavimentazione originale, andata persa dopo la demolizione dei solai per motivi prettamente strutturali, era formata da cotto di bassa qualità. Ciclostile Architettura ha optato perciò per la scelta di diversi stock di pavimentazioni in cotto di recupero, con le stesse dimensioni, ma mescolati fino a creare un pattern unico ed originale.
Stesso concept per quanto riguarda il primo piano, con la scelta di legni di recupero, miscelati con minuzia per andare a formare un pattern colorato che potesse richiamare e dare continuità alla zona giorno.
Tutte le pareti, sono finite a calce, stesa con le stesse metodologie dell’epoca e non colorate, per ricreare quel ponte tra “vecchio e nuovo” mentre la facciata di ingresso, è stata ricostruita usando l’elemento Gelosia (che per i non addetti ai lavori, è la parte bucherellata retroilluminata) dietro il quale c’è il vano scale.
Alessandro Rossi
Alessandro Rossi, fondatore di organiconcrete e pseudo studente di Ingegneria Edile-Architettura presso "La Sapienza" di Roma. Ossessionato dai buchi temporali, dall'eta adolescenziale, dal trascorrere del tempo, dai rapporti umani e dall'arte. Irrimediabilmente fesso.